L’isolamento a cappotto è una delle tecniche di coibentazione di edifici attualmente più utilizzate e consolidate. Ciò non significa che si tratta di un’operazione che si può improvvisare dal nulla. Tutt’altro: per realizzare un cappotto termico efficace e a norma, bisogna affidarsi a professionisti altamente qualificati e aziende di comprovata esperienza sul campo. Come Co.Imper, impresa edile con sede a Grosseto, specializzata in coibentazioni, rifacimento di tetti e facciate e costruzione di piscine.

In cosa consiste l’isolamento a cappotto

Per isolamento a cappotto si intende, in poche parole, un’operazione di rivestimento delle pareti dell’edificio di un materiale isolante. Tale materiale deve garantire un adeguato isolamento termico (ovvero il mantenimento di una temperatura esterna costante, a fronte di escursioni termiche esterne anche consistenti, sia verso l’alto che verso il basso), dall’umidità e dai rumori provenienti dagli spazi pubblici e privati situati al di fuori del perimetro dell’edificio stesso. Contemporaneamente, l’isolante deve assicurare una sufficiente traspirazione delle pareti.

L’isolamento a cappotto può essere esterno o interno. Nel primo caso, il materiale isolante viene applicato sull’esterno delle pareti, mentre nel secondo esso va a rivestire l’interno delle stesse. Questa seconda opzione, però, viene utilizzata solo come extrema ratio, dal momento che in questo modo il materiale isolante non protegge la muratura dagli agenti esterni; inoltre, un cappotto interno può ridurre la volumetria, e dunque lo spazio abitabile, dei vani. Per questo motivo, esso viene impiegato solo nel caso in cui, per specifiche regole condominiali o vincoli architettonici, non sia possibile ricorrere al cappotto esterno.

Materiali per l’isolamento a cappotto

Nell’ambito della coibentazione di edifici, in genere si ricorre a materiali isolanti, inerti e traspiranti: lana minerale, fibra di legno, sughero, schiume minerali, polistirene espanso sinterizzato (EPS), polistirene estruso (XPS) e poliuretano. Per quanto riguarda i rivestimenti interni, sono disponibili pannelli prefabbricati in cartongesso che possono essere utilizzati per la costruzione di tramezzi e muri divisori: tali pannelli sono già provvisti di strati di materiali coibentanti al loto interno.

Nella scelta del materiale, bisogna considerare che ciascuno di essi ha delle specifiche proprietà meccaniche e un coefficiente di isolamento differente per ciascun elemento (temperatura, umidità, rumori). Pertanto, la scelta dell’uno o dell’altro dipende dalle necessità specifiche dell’edificio: anche per questo motivo, è bene affidarsi a un’impresa edile esperta e qualificata per questo tipo di lavorazioni.